Presentato Rubami la Noia!, la nuova progettualità territoriale dedicata al contrasto del fenomeno NEET, con al centro ascolto, relazioni e nuove modalità di intercettazione dei giovani in situazione di inattività, isolamento sociale o fragilità educativa e lavorativa.
L’iniziativa è stata lanciata ufficialmente il 28 maggio 2026, presso la Sala Nembrini della Casa del Giovane di Bergamo, durante la conferenza conclusiva di FocusFuture – Sviluppa il tuo potenziale.
Rubami la Noia! raccoglie l’eredità di FocusFuture, progetto promosso dal Consorzio Sociale RIBES e da Fondazione Cariplo, che negli ultimi tre anni ha sviluppato un modello di lavoro fondato sull’ascolto, sulla personalizzazione dei percorsi e sulla collaborazione tra servizi, scuole, associazioni, famiglie e realtà informali del territorio.
Il nuovo progetto, promosso dalla Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo in qualità di capofila, è finanziato nell’ambito della Politica di Coesione 2021-2027 e del Programma Regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus – FSE+.
La progettualità coinvolge una rete territoriale composta da enti pubblici, realtà educative, cooperative sociali, associazioni, agenzie per il lavoro e università, con l’obiettivo di costruire risposte condivise e strumenti concreti per accompagnare i giovani più difficili da intercettare attraverso i servizi tradizionali.
Fanno parte del partenariato i Comuni di Bergamo e Treviglio, gli Ambiti territoriali di Dalmine e Romano di Lombardia e la Provincia di Bergamo, insieme agli enti di formazione AFP Patronato San Vincenzo, ABF e CESVIP Lombardia.
La rete include inoltre le cooperative sociali HG80, Ruah, L’Impronta, ACLI Servizi, Why Not, Namasté, Cooperativa CAF, Fili Intrecciati, Pugno Aperto e Mestieri Lombardia, oltre ad ACLI Bergamo, CSV Bergamo, CSI Bergamo, Fondazione Bonomelli, LearK, le agenzie per il lavoro Umana e Manpower e l’Università degli Studi di Bergamo.
Rubami la Noia! prevede attività di educativa di prossimità, presenza nei luoghi frequentati dai giovani, laboratori creativi e aggregativi, momenti informali di incontro, esperienze sportive, artistiche e culturali. Accanto a queste azioni, saranno attivati percorsi di orientamento, accompagnamento educativo, formazione e inserimento lavorativo, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità e ai giovani che non si avvicinano spontaneamente ai servizi.
Il progetto comprende inoltre ascolto individuale, percorsi personalizzati, tutoring educativo, supporto alla riattivazione scolastica e professionale, esperienze di socializzazione e una campagna di comunicazione pensata per parlare ai giovani attraverso linguaggi e strumenti vicini alla loro quotidianità digitale.
Durante la presentazione è emersa con forza l’importanza di una comunità educante stabile e coordinata, capace di mettere in relazione amministrazioni pubbliche, scuole, servizi sociali, terzo settore, realtà sportive, culturali e associative.
Il contrasto al fenomeno NEET non può essere letto solo in termini occupazionali o scolastici: richiede relazioni educative solide, luoghi di ascolto accessibili e la capacità di intercettare i giovani prima che le situazioni di fragilità si consolidino.




